Sono onorato di poter rappresentare il settore della fotografia stampata all’interno di questa nuova associazione che si pone l’obiettivo di preservare uno scrigno prezioso di ricordi e tradizione e tutelare i negozi di prossimità. Insieme con il vicepresidente Marco Bruni e il segretario generale Michele Carucci, oltre che con tutti i collaboratori, Conflavoro Assofoto intende essere la “voce” di un settore baluardo della memoria storica e del patrimonio artistico e culturale. La nascita di Conflavoro Assofoto rappresenta un segnale importante, soprattutto nel confronto con le istituzioni, anche per il riconoscimento ufficiale della figura del fotografo certificato, un passo fondamentale a garanzia della qualità e affidabilità della professione.
Mentre l’ “era numerica” ci inonda di miliardi di immagini (si stima che nel 2024, a livello mondiale, siano stati effettuati circa 2 trilioni di scatti, 61.400 al secondo), la fotografia stampata, custode di memorie, tradizioni e un significativo indotto economico, rischia di svanire nel ‘mordi e fuggi’ digitale.
Prima dell’avvento di queste nuove tecnologie, la fotografia professionale era un settore florido e diversificato, con una forte domanda di servizi di alta qualità che coinvolgeva numerosi attori; la “foto dematerializzata” sta trascinando tutto l’indotto in una significativa crisi che coinvolge numerosi attori.
Esempio:
Riduzione della domanda di stampa
Con la diffusione delle fotocamere digitali e degli smartphone, le persone hanno iniziato a scattare e archiviare le foto in formato digitale, e questo ha comportato una diminuzione delle entrate per gli studi fotografici.
Svalutazione del lavoro del fotografo
La facilità con cui le foto possono essere scattate e condivise ha portato a una percezione di minor valore del lavoro del fotografo professionista.
Aumento della concorrenza
L’avvento della fotografia digitale ha abbassato le barriere all’ingresso nel settore, portando a un aumento della concorrenza da parte di fotografi amatoriali e semi-professionisti.
Necessità di investimenti in nuove tecnologie
Gli studi fotografici hanno dovuto investire in attrezzature digitali, software di editing e altre tecnologie per rimanere competitivi e questo ha comportato costi aggiuntivi in un momento di calo delle entrate.
In sintesi, il passaggio alla fotografia digitale ha rappresentato una sfida significativa per gli studi fotografici, richiedendo un adattamento rapido e profondo alle nuove condizioni del mercato. È necessario tutelare queste attività con incentivi fiscali e agevolazioni che ne garantiscano la continuità e il ruolo aggregativo nelle nostre comunità.
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