In apertura dell’evento che si è tenuto oggi 20 febbraio a Piazza Mastai ( Trastevere ) e che ci vedrà protagonisti anche domani, sono intervenuto al tavolo dei relatori, in qualità di Presidente della Fondazione Tellus ETS, rilanciando un messaggio chiaro: per contrastare il bullismo e il disagio giovanile servono fatti, non solo parole.
Al centro del mio intervento il tema profondo del RISPETTO, inteso nella sua accezione più ampia: un valore universale che deve comprendere l’attenzione e la cura verso ogni forma di vita. La Fondazione, infatti, intende promuovere un percorso che unisce la cura del pianeta alla dignità e all’equità sociale, garantendo che nessuno rimanga indietro.
E per essere incisivi, per quanto importanti, non sono sufficienti le semplice parole, bisogna passare ai fatti. Per questo, la Fondazione è scesa in campo promuovendo e patrocinando tre grandi progetti, insieme all’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile (ONBD) e a Dedem S.p.A.:
𝐁𝐥𝐮𝐞 𝐁𝐨𝐱: una rete di ascolto anonima e accessibile installata in 100 cabine fototessera in tutta Italia, per dare uno spazio a chi si sente solo e intercettare anche il disagio di chi, a volte, si ritrova a fare il bullo perché a sua volta vittima di altri sistemi.
𝐒𝐚𝐟𝐞 𝐏𝐥𝐚𝐲: un programma di formazione per i gestori delle sale divertimento, affinché i nuovi luoghi di socialità diventino veri e propri presìdi di prossimità in grado di riconoscere i segnali di fragilità.
𝐓.𝐄.𝐋.𝐋.𝐔.𝐒. 𝐇𝐔𝐁: un percorso educativo in natura attraverso un laboratorio che permette di educare i ragazzi alla responsabilità, alla biodiversità e al rispetto dell’ecosistema, perché imparare a rispettare la natura è il primo passo per imparare a rispettare l’altro.
A conclusione, ho ribadito quanto sia fondamentale che istituzioni, imprese, scuole e territorio facciano rete nel segno di una sostenibilità che sia prima di tutto umana, sociale, ambientale e inclusiva.
