Non molto tempo fa, analizzando la rielezione di Donald Trump, ponevo un interrogativo centrale: come avrebbero convissuto la politica trampiana che punta al ritorno al petrolio e al ritiro dagli accordi di Parigi con gli interessi privati di Elon Musk, grande sostenitore del rieletto Presidente?
Negli articoli “La sotterranea guerra della mobilità elettrica tra America e Cina: quanto costa all’ambiente? (1 e 2)”, sottolineavo come il sorpasso di BYD su Tesla fosse già scritto nei numeri. E infatti, proteggere Detroit eliminando i vincoli sulle emissioni, si è rivelata la “strategia del gambero”, e lo dimostra la mossa del Canada che definire audace è un eufemismo.
Lo storico accordo appena siglato tra il Paese della “Maple Leaf” di Mark Carney e la Cina, è già una risposta indiretta al mio quesito: l’isolazionismo americano ha spinto persino gli alleati storici a cercare alternative radicali. Con buona pace di Musk!
Dopo aver inizialmente seguito gli USA nel protezionismo contro la Cina (con dazi al 100% sui veicoli elettrici), Ottawa ha cambiato radicalmente rotta, e questo ha tutta l’aria di essere uno scacco matto per Trump che muove le pedine dei dazi e del ritorno al fossile, mentre Carney ‘arrocca’ la competitività del Paese e il futuro climatico del pianeta. La riduzione drastica dei dazi sui veicoli elettrici cinesi non è solo una scelta economica; è un messaggio geopolitico inviato direttamente a Mar-a-Lago.
Le due facce della medaglia
La strategia del Primo Ministro canadese è un’arma a doppio taglio con la quale l’economia mondiale deve fare i conti, almeno per due motivi:
- la fine di Detroit: se l’esperimento canadese dovesse funzionare, l’industria automobilistica americana (già in difficoltà e spinta da Trump a tornare verso i motori a combustione) potrebbe trovarsi tecnologicamente obsoleta nel giro di un decennio;
- dipendenza dalla Cina: aprire le porte a Pechino significa legare a doppio filo la propria catena di approvvigionamento a una potenza che certamente non è l’emblema di un Paese democratico
La scommessa economica e ambientalista di Carney
Il mondo del commercio globale non è più un tavolo per negoziatori gentili, ma un campo di battaglia geopolitico dove la strategia conta più dei dazi.
Il Canada ha risposto alla linea dura di Donald Trump con una manovra che potrebbe rappresentare un punto di non ritorno per l’industria automobilistica globale. Il “progetto pilota” di accogliere circa 50.000 veicoli elettrici cinesi all’anno crea un precedente per una serie di motivi fondamentali:
- integrazione della tecnologia “nemica“: invece di escludere i produttori cinesi (attualmente leader mondiali per costi e tecnologia delle batterie), il Canada sceglie di studiarli, integrarli e, potenzialmente, ospitare le loro fabbriche;
- isolamento degli USA: se il Canada diventa l’hub nordamericano per i veicoli elettrici cinesi a basso costo, la “fortezza America” di Trump rischia di trovarsi circondata da un’innovazione che non può più fermare.
- resilienza Industriale: invece di ignorare l’innovazione asiatica, il Canada punta su Joint Venture locali per costruire batterie su suolo canadese;
- accessibilità democratica: entro il 2030, il 50% delle auto importate dovrà costare meno di 35.000 dollari. Questo modello potrebbe rendere la mobilità elettrica finalmente democratica, abbattendo i costi per i consumatori e accelerando i target climatici globali. La transizione ecologica smetterebbe di essere un lusso per pochi.
Quindi, mentre l’industria americana rischia di marcire in un deserto tecnologico senza pressione per innovare, il Canada sceglie la strada della sostenibilità a 360 gradi.
Difendere il Futuro
Come sosteniamo con la Fondazione Tellus ( www.fondazionetellus.it) , analizzare l’economia senza correlarla all’ambiente è un errore lapalissiano. Se l’intenzione di Trump è armarsi di trivelle, noi dobbiamo armarci di “competitività climatica”.
Che piaccia o no, il futuro ci sta passando davanti a bordo di un veicolo elettrico, silenzioso e pulito, con targa canadese.
Per chi volesse approfondire l’analisi originale che ha ispirato queste riflessioni e leggere i dettagli tecnici dell’accordo tra Canada e Cina, consiglio la lettura di questi articoli:
Carney signs ‘landmark’ trade deal reducing tariffs on Chinese EVs- Electric Autonomy Canada
