ADR 2003
LA NUOVA REGOLAMENTAZIONE DEL TRASPORTO SU STRADA DI MERCI PERICOLOSE
di Alessandro Lama
La ristrutturazione dellADR ha avuto avvio, come noto,
con lADR 2001, concepito per renderne più facile
la consultazione da parte degli utenti.
In esso sono infatti fatte confluire ordinatamente nelle Parti
da 1 a 9, di cui agli Annessi A e B del Regolamento, le prescrizioni
applicabili ai vari operatori della catena logistica (committenti,
trasportatori, fabbricanti di imballaggi e di cisterne, ecc.)
dandone trattazione separata specificatamente al loro campo
di interesse (v. Allegato).
Lelemento
innovativo di questo processo di ristrutturazione è
sicuramente rappresentato dallinserimento nella Parte
3 della Tabella A, recante lelenco delle
materie in ordine progressivo di numero ONU da cui risalire
per ciascuna di esse, attraverso riferimenti in codice, alle
prescrizioni particolari (distribuite su ventiquattro colonne)
che vanno a sommarsi o a interagire con le prescrizioni generati
delle altra Parti al fine di individuare le condizioni di
trasporto applicabili.
Le
voci delle colonne della tabella A sono:
- Colonna 1: n° ONU
- Colonna 2: Nome e descrizione delle materie
- Colonna 3: Classe
- Colonna 4: Codice di classificazione
- Colonna 5: Gruppo di imballaggio
- Colonna 6: Etichette
- Colonna 7: Disposizioni speciali
- Colonna 8: Quantit- limitate
- Colonna 9: Istruzioni di imballaggio
- Colonna 10: Disposizioni speciali di imballaggio
- Colonna 11: Imballaggio in comune
- Colonna 12: Istruzioni di trasporto in cisterne mobili
- Colonna 13: Disposizioni speciali per cisterne mobili
- Colonna 14: Codice cisterna
- Colonna 15: Disposizioni speciali per cisterne
- Colonna 16: Veicolo per il trasporto in cisterna
- Colonna 17: Categorie di trasporto.
- Colonna 18: Disposizioni speciali per trasporto in colli
- Colonna 19: Disposizioni speciali di trasporto alla rinfusa.
- Colonna 20: Carico, scarico e movimentazione
- Colonna 21: Esercizio
- Colonna 22: n° identificazione di un pericolo
- Colonna 23 : n° ONU
- Colonna 24: Nome e descrizione della materia
La ristrutturazione dellADR ha portato anche a:
estenderne il campo di applicazione fino a ricomprendere
la Direttiva 96/35/CE, recepita dallItalia con D.Lgs.
40/ 2000, n. 40, sul Consulente per la sicurezza dei
trasporti (D.Lgs. 4 febbraio 2000)
promuovere, tra laltro, larmonizzazione
con le Raccomandazioni ONU delle etichette di pericolo ed
il riconoscimento di nuovi tipi di contenitori : cisterne
portatili ONU, contenitori per gas ad elementi multipli
(CGEM) e grandi imballaggi (contenitori
di peso netto superiore a 400 kg o capacità superiore
a 450 litri e volume non superiore a 3 mc progettati per una
movimentazione meccanica e destinati contenere me rce imballata)
Questo
processo di rivisitazione dellimpianto normativo, pur
mantenendone inalterata larchitettura, ha avuto ulteriore
impulso con lADR 2003 entrato in vigore il 1° gennaio
2003 con un periodo transitorio di 6 mesi.
Trattasi della revisione biennale a cui si accompagna una
portata innovativa di nuove disposizioni, tra cui, in particolare,
si segnalano quelle relative al documento di trasporto, per
agevolarne la compilazione e migliorarne il contenuto informativo,
che avevano già trovato possibilità di applicazione
anticipata con i due Accordi di deroga (M121e M122), attivati
dalla Germania ai sensi della Sezione 1.5.1 dellADR
e sottoscritte anche dalla nostra Amministrazione in data
5 agosto 2002.
Più
precisamente, in presenza della disposizione speciale
640, le caratteristiche chimiche e tecniche di cui alla colonna
2 della tabella A dellADR, da cui derivano condizioni
diverse per il trasporto relative a materie aventi lo stesso
numero ONU e appartenenti allo stesso gruppo di imballaggio,
non devono più essere espresse per esteso entro parentesi
ma più semplicemente è sufficiente farne invio
mediante un linguaggio criptato alfanumerico che si riconosce
nei codici da 640A a 640J.
Per la descrizione delle materie nel documento di trasporto,
volendo fare emergere tutti i rischi ad esse associati, il
riferimento non è più alla Classe ADR bensì
al n. di modello delle etichette di pericolo con lavvertenza
di richiamare tra parentesi quelli delle etichette relative
ai rischi secondari; p. esempio:
UN 1098 ALCOOL ALLILICO, 6.1(3), I
oppure
ALCOOL ALLILICO, 6.1(3), UN 1098, I
Dove
6.1 è letichetta delle sostanze tossiche
e 3 quella dei liquidi infiammabili.
Nel
caso specifico, risulta perciò che LALCOOL ALLILICO
è materia tossica con rischio secondario di infiammabilità,
appartenente al I Gruppo di Imballaggio.
Altre attività introdotte con lADR 2003, con
riferimento in particolare i suoi Allegati A e B, sono:
1. linserimento di nuovi numero ONU nella Tabella A
della lista delle materie pericolose;
2. la rinumerazione dei solidi esplosivi desensibilizzati
della Classe 4.1;
3. il coinvolgimento dellAutorità nazionale competente
nel processo di classificazione dei fuochi dartificio;
4. la riclassificazione di alcuni gas (p.es. il trifluoruro
di boro) sulla base di criteri modificati di temperatura critica
che accompagnano la definizione di gas compressi
e gas liquefatti;
5. il riferimento a nuove prescrizioni per i recipienti a
pressione certificati ONU (relativamente a progettazione,
costruzione, ispezione iniziale e periodica approvazione,
materiali, equipaggiamenti di servizio, sistema divalutazione
della conformità e marcatura);
6. lequipaggiamento dei mezzi per ciò che attiene
in particolare agli estintori la cui capacità minima
di carico è differenziata per massa complessiva del
veicolo;
7. il contenuto informativo delle schede di istruzioni scritte
dei conducenti;
8. aumento da 85 km/h a 90 km/h della velocità massima
regolata da apposito dispositivo limitatore di cui devono
essere dotati i veicoli immatricolati dopo il 31 dicembre
1987 e aventi massa complessiva maggiore di 12 t,
Trattasi comunque di emendamenti allineati con le Raccomandazioni
dell12° edizione del Libro Arancio dellONU
e ad impatto ridotto, volti a migliorare un processo ormai
consolidato, originato da una rivoluzione copernicana che
ha segnato un nuovo modello di approccio alle prescrizioni
nelle quali la disciplina del trasporto su strada delle merci
pericolose si riconosce, in osservanza ai migliori standard
di sicurezza applicabili, combinando sapientemente fattori
ingegneristici con requisiti di capacità professionale
per una ottimizzazione del sistema nel suo complesso.